Recensione | Perduti nei Quartieri Spagnoli | Heddi Goodrich | Giunti

Perduti nei Quartieri Spagnoli - Heddi Goodrich | Giunti
19.00€ | eBook 9.99€ | 468 pagine | Scheda del libro

E infatti Napoli non era mai una scelta. Era un regalo che ti veniva imposto con le spalle al muro, una questione di nascita o di destino.
Ormai lo sapete, scrivere di libri belli, di quelli che tolgono il sonno e il fiato, è ogni volta per me un'impresa complicata perché mi chiedo puntualmente se riuscirò a farvi arrivare tutte le emozioni che ho trovato impigliate tra le pagine. E il libro di cui voglio parlarvi oggi, bello lo è proprio tanto.
Eddie e Pietro si incontrano durante una delle numerose serate alcoliche nella casa dove Eddie alloggia insieme ad altri amici, un appartamento antico e pericolante nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Studenti universitari fuoricorso e fuorisede con un bagaglio di disillusione sulle spalle e sogni ancora intatti nelle tasche.
Eddie è l'americana, la ragazza di Washington che studia lingue all'Orientale, Pietro proviene invece da un piccolo paese di campagna in provincia di Avellino e a Napoli studia Geologia.
Tra i due si stabilirà ben presto un legame intenso e totalizzante, un rapporto così forte da sembrare impossibile da spezzare, un sentimento pieno, vivo, in cui entrambi scopriranno quel senso di sopraffazione e ineluttabilità che solo i grandi amori sanno trasmettere.
Il romanzo prende il via da un'email, un breve messaggio in cui Pietro tiene a far sapere ad Eddie che a distanza di quattro anni non si è mai perdonato per il suo comportamento e che i suoi sentimenti sono rimasti immutati.
Il lettore viene quindi messo subito a conoscenza del fatto che la loro storia appartiene al passato e che, per qualche motivo, Eddie e Pietro si sono in seguito allontanati. Da questa premessa inizia il viaggio in una Napoli di qualche decennio fa, inizia il viaggio nei ricordi di Heddi Goodrich, che racconta l'amore viscerale per un uomo, Pietro, e per una città, Napoli, mentre in un presente non precisato continua lo scambio di email tra i due.
Napoli non dormiva mai, non veramente. Anche nel cuore della notte lampadine al neon illuminavano, con una luce economica e antiestetica, famigliari svegli a schiaffeggiare il tavolo di cucina in chissà quale lite, battuta o confessione. E come una falena ero attratta da quelle luci bianche.
La scrittura della Goodrich incanta. Non trovo un modo più adatto per descrivere la capacità dell'autrice di prenderti per mano e condurti per le vie di Napoli, negli odori, nei colori, nelle storture e nelle contraddizioni di una città che di continuo ferisce e ammalia. Non trovo un modo più indicato per spiegare la devozione di questa donna verso la lingua italiana, la cura nella scelta di ogni parola, che ha il potere di trasmettere i brividi di un sentimento assoluto e monopolizzante.
Perduti nei Quartieri Spagnoli è un racconto di un'autenticità che colpisce, una trasferta in luoghi che a lettura ultimata si ha l'impressione di avere abitato, e dentro lo spettro delle emozioni estreme che la giovinezza sa regalare. 
Temevo che mi avrebbero letto negli occhi la felicità per la svolta che aveva preso la mia vita, una gioia talmente smisurata che rischiava di cadere nell'assurdo, un appagamento talmente insensibile alla nostra condizione di studenti sbandati da sembrare un vero e proprio tradimento. Credevo che, ostentando quella felicità con lo sguardo, gli avrei inflitto dolore, e che se l'avessero guardata troppo a lungo, se l'avessero vista per quella che era veramente, in tutta la sua luce sfolgorante, li avrei accecati. Ero innamorata a tal punto.
I personaggi sono assolutamente vividi, così come vivido è il rumore di stoviglie che proviene dai 'bassi' assieme all'odore di frittura, le urla dei litigi tra vicini, l'afa estiva che si appiccica sulla pelle come un guanto, le luci delle navi nel Golfo che sfarfallano in lontananza. 
A dividere Eddie e Pietro, l'appartenenza a mondi diversi, l'indipendenza intellettuale di Eddie che si contrappone all'incapacità di Pietro di autoaffermarsi come un individuo a sé stante, slegato dalle pretese e dalle aspettative che la sua famiglia di appartenenza continua ad esercitare su di lui.
Impossibile durante la narrazione non sperare in una riconciliazione tra i due, che possa riunirli a dispetto di ogni fattore esterno, della distanza e del tempo trascorso.
Che poi certi amori, comunque finiscano o si evolvano, sembrano nati apposta per cambiarci, per insinuarsi sottopelle e trasformarci in qualcosa di diverso, in qualcosa di migliore.

Commenti

  1. Che recensione, e che romanzo!
    Un abbraccio.

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    1. grazie Michele :) ce l'eravamo detto, che romanzo!
      un abbraccio!

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  2. Sono rimasta senza parole. Un libro sicuramente da leggere! Bastano poche parole e mi hanno fatto innamorare di un libro che non ho ancora letto. Lo leggerò presto!
    Grazie per essere riuscita a farmi immedesimare nel personaggio femminile...
    Un abbraccio^_^

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    1. che bello! felicissima che le mie parole abbiano acceso la tua curiosità verso questo libro, leggilo! non ti deluderà :) un abbraccio

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