Recensione | Hanover House - Brenda Novak | Giunti

Hanover House - Brenda Novak | Giunti
19.00€ | eBook 9.99€ | 432 pagine | Scheda del libro

Buongiorno lettori! Prima recensione dell'anno dedicata ad un bel thriller che conferma il talento di un'autrice che avevo già avuto modo di apprezzare con la sua prima pubblicazione: Alaska
Brenda Novak ci regala un'altra storia ambientata nella fredda, buia e suggestiva Alaska, in cui ritroviamo una protagonista che mi aveva già conquistata: la dottoressa Evelyn Talbot, talentuosa psichiatra a capo di Hanover House, un centro di detenzione per psicopatici che si occupa di studiare le psicopatologie con un approccio innovativo.
Ma Evelyn è anche la ragazza di Boston che a sedici anni è stata vittima di Jasper Moore, uno psicopatico che ha ucciso le sue migliore amiche, l'ha violentata e torturata, senza riuscire tuttavia nell'intento di finirla. Un killer ancora in libertà, che da vent'anni continua a proiettare su di lei un'ombra minacciosa.
- Lei è completamente guarita?
Evelyn non era del tutto certa. A volte era ancora una lotta. Guarire era una cosa, dimenticare e rinnegare i cambiamenti causati in lei da ciò che era accaduto, come la fiducia negli altri, era un altro paio di maniche.
- Abbiamo tutti una scelta. Io sto trasformando quello che mi è successo in energia positiva.
La narrazione si svolge su un doppio binario. Da un lato troviamo Evelyn alle prese con la sua vita privata, con una storia d'amore che diventa sempre più solida sebbene continui a scontrarsi con le cicatrici che la donna porta addosso, assieme alla paura che l'uomo che da anni popola i suoi incubi, possa tornare a distruggere tutto ciò che ama. Dall'altro lato troviamo la nostra protagonista completamente concentrata sul suo lavoro e sull'ultimo serial killer approdato ad Hanover House, il dottor Liman Bishop, uno psicopatico definito il fabbricante di zombie per la modalità con cui neutralizza le sue vittime prima di abusarne e ucciderle: una lobotomia praticata con un punteruolo da ghiaccio.
Ancora una volta la Novak mette in piedi una storia che coinvolge il lettore con un ritmo serrato ed una solida ricostruzione psicologica. Tutti i personaggi hanno personalità complesse e credibili e le vicende si intrecciano con un tempismo che mantiene alta l'attenzione del lettore e lo guida in una sequenza di colpi di scena ben dosati. 
La protagonista, le sue scelte, le sue paure, i suoi pensieri, portano il lettore a comprendere sempre meglio le sue dinamiche interiori. La storia tra Evelyn e Amarok fa da contrappeso agli orrori che la donna si trova ad affrontare quotidianamente nel suo lavoro. Così accanto al buio c'è spazio anche per la luce, per l'amore, un sentimento talmente forte da convincere Evelyn a privarsi della sua corazza, ad abbandonare le difese, i blocchi e la diffidenza che caratterizzano spesso la personalità di chi è stato vittima di violenza.
Un bel thriller psicologico che non trascura le emozioni e che, con un finale aperto che non risparmia brividi, mi invoglia ad attendere con impazienza il prossimo volume della serie. 

Commenti

  1. Salve
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