Recensione | Sharp objects - Gillian Flynn | Rizzoli

Sharp objects - Gillian Flynn | Rizzoli
19.00€ | eBook 9.99€ | 350 pagine | Scheda del libro

Buongiorno lettori! Come avrete notato, la mia presenza qui nell'ultimo periodo si è fatta alquanto sporadica. Come ogni settembre che si rispetti sto attraversando una fase di transizione fatta di tanti cambiamenti, alcuni di ampia portata. Perdonate quindi la latitanza, spero di essere più costante nelle prossime settimane e di riuscire a ritagliare più tempo per parlarvi dei tanti libri letti nei mesi estivi. Intanto ritorno con la recensione di Sharp Objects, inviatomi da Rizzoli che ringrazio per la copia, un thriller di cui forse avrete già sentito parlare.
Camille Preaker si occupa di cronaca nera per un giornale di Chicago. Quando a Wind Gap, la cittadina del Missouri in cui Camille è cresciuta, si verifica la sparizione di una bambina, il suo capo non esita ad assegnarle il caso. Camille dovrà fare ritorno in quelle che un tempo erano la sua città e la sua casa con l'intento di raccogliere le informazioni necessarie alla stesura di un articolo che potrebbe dare una svolta alla sua carriera. La scomparsa di Natalie Keene è il secondo caso di sparizione che si verifica a Wind Gap dal momento che poco tempo prima un'altra bambina è stata ritrovata priva di vita vicino ad un torrente.
Camille affronterà quindi la cittadina bigotta e i suoi fantasmi, ritrovandosi di nuovo faccia a faccia con una madre distaccata e manipolatrice, con una sorella che conosce appena e con i ricordi di un passato che rischia ancora di schiacciarla.
Dicono che l'impulso di infliggere dolore sia un bisogno imperioso, a cui non ci si può sottrarre. E se fosse il contrario? Se invece la gente lo facesse perché è una sensazione bellissima?
Di Gillian Flynn avevo letto e amato tantissimo L'amore bugiardo, tanto da procrastinare fino a questo momento la lettura di altri suoi titoli, temendo di incorrere in una delusione, in un thriller non all'altezza del meraviglioso Gone girl. Tuttavia, incuriosita dalla serie tv tratta dal libro (che sto guardando proprio in questi giorni), ho deciso di leggere Sharp Objects che ho poi scoperto essere il libro d'esordio dell'autrice, già pubblicato in Italia nel 2008 con il titolo Sulla pelle.
Lo stile della Flynn si riconosce fin dalle prime pagine nell'attenzione rivolta alla psicologia dei personaggi, nella sua abilità a far arrivare al lettore il loro tormento, a mettere in risalto i lati più oscuri e inquietanti della psiche umana. Inoltre l'autrice riesce a rendere perfettamente l'atmosfera ovattata e soffocante della piccola provincia del Missouri, dominata da un clima di finto perbenismo e grettezza mentale, un clima asfissiante e pericoloso, che finisce per alimentare i mostri che ognuno porta dentro di sè. Non ho quindi potuto fare a meno di apprezzare l'aura nera che la Flynn riesce a creare, dove si respira l'odore di marcio, dove non c'è riscatto o rifugio nei rapporti umani. Camille porta avanti la sua indagine e intanto emergono brandelli del suo passato ed elementi che fanno luce sul suo rapporto con la madre, un rapporto malato e disfunzionale. Così come disfunzionali e inquietanti sono le dinamiche familiari che hanno contribuito a plasmare il carattere della sorella minore di Camille, una ragazzina incline alla doppiezza e alla violenza.
Cosa non mi ha convinta? Camille è una protagonista con la quale è difficile empatizzare. Si rifugia nell'alcol ogni qualvolta i suoi demoni riappaiono e quest'assenza di lucidità la rende poco definita, nei sentimenti e nei pensieri. 
Di solito non ho la sensazione di esistere. Ho l'impressione che una folata di vento possa spazzarmi via, facendomi scomparire per sempre, senza lasciare di me neppure un frammento di unghia. In certi giorni il pensiero mi pare rassicurante, in certi altri mi raggela.
Nella parte finale del libro l'autrice risolve la vicenda in poche righe, mancando di un approfondimento solido e credibile. In più punti mi è sembrato che la sua penna volesse strafare, cadendo nel posticcio e nell'inverosimile.
Un finale che comunque spiazza e sorprende, per una storia cupa, cruda e priva di tempi morti, che non permette alla luce di filtrare e lascia il lettore offuscato, confuso, proprio come Camille.



Commenti

  1. Sto vedendo anch'io la serie tv e al momento non mi sta prendendo molto. Mi piace l'atmosfera, il senso di chiusura della piccola città ma, come dici tu, la protagonista non mi fa impazzire.
    Non so quindi se leggere o meno il libro in futuro. "L'amore bugiardo" mi è piaciuto tanto e dubito che riesca a reggere il confronto.

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    1. Ciao Little Pigo :) Purtroppo non l'ho trovato allo stesso livello de 'L'amore bugiardo' e la cosa è sicuramente motivata dal fatto che si tratta di una scrittura meno matura...anch'io sto guardando la serie adesso e per il momento (sono al terzo episodio) è molto fedele al libro, quindi puoi farti un'idea precisa al riguardo. A presto!

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