Recensione | Il tortellino muore nel brodo - Filippo Venturi | Mondadori

Il tortellino muore nel brodo - Filippo Venturi | Mondadori
18.00€ | eBook 9.99€ | 204 pagine | Scheda del libro

Oggi arrivo all'ora di pranzo per parlarvi di un titolo che avevo già presentato all'interno del post dedicato alle novità più interessanti dell'estate. Si tratta de Il tortellino muore nel brodo che sancisce il debutto in Mondadori di Filippo Venturi, autore che avevo avuto modo di apprezzare già con il precedente libro, Un giorno come un altroe che seguo su Repubblica dove Filippo cura la rubrica Dietro il banco nella quale descrive con umorismo e ironia le tipologie di avventori del suo ristorante con sede a Bologna.
Bologna è anche la città in cui è ambientato il romanzo, quella in cui Emilio Zucchini, scapolo incallito, ha aperto La vecchia Bologna, trattoria che gestisce con passione e profondo rispetto della tradizione. E' una mattina di inverno, quando accade qualcosa che allarma il povero Emilio. La sfoglia per le tagliatelle si rifiuta di assumere la consistenza giusta e questo può voler dire solo una cosa: guai. In effetti di lì a poco Zucca, come tutti lo chiamano abbreviando il suo cognome, sarà coinvolto in un evento imprevisto e allarmante: la figlia di Nicola, il suo più caro amico, è stata rapita. Le rocambolesche ricerche della bambina lo porteranno sulle tracce di un cantautore fallito e di due rappresentanti poco raccomandabili della malavita locale, in una corsa contro il tempo all'insegna dell'imprevisto.
Il tortellino muore nel brodo è un altro dei libri rientrato appieno nel desiderio di leggerezza che ha caratterizzato l'inizio della mia estate, l'esigenza di leggere storie fresche, che mi regalassero  qualche ora di spensieratezza.  Questo noir culinario, dove i misfatti si uniscono al buon cibo e ad una generosa dose di umorismo è proprio quello che mi serviva.
La passione di sorridere, anche quando hai le palle che ti girano come un frullatore a immersione. E, soprattutto,  la passione di far sorridere, perché se ci rifletti bene e metti da parte ogni aspetto venale, questo è l'unico vero scopo che devi avere se intraprendi la strada della ristorazione.
Invece stasera Emilio non ce la fa.
Non ce la fa a sorridere, a servire, ad andare contromano, e più si guarda intorno e più vede nero. In un venerdì di grandi speranze, dove tutti cercavano riparo dal freddo, divertimento e ristoro, lui non sopporta nessuno.
Il romanzo scorre veloce, complici le anticipazioni e i colpi di scena ben dosati che regalano alla storia un ritmo sostenuto. L'impressione è che l'autore si diverta a raccontare, a condurre il lettore nel suo mondo, nella sua Bologna, nelle pieghe di un mestiere che ama molto. Venturi riesce a dar vita ad un giallo ben costruito, non eccessivamente complesso ma sicuramente godibile, fatto di dettagli che vanno via via incastrandosi in un insieme di più ampio respiro. La caratterizzazione dei luoghi e dei personaggi è sicuramente un punto forte del romanzo, così come la presenza di protagonisti umani, imperfetti, dove il confine tra buono e cattivo si fa sempre più labile e la vita sa concedere a tutti seconde possibilità. Anche l'ironia pungent e i continui riferimenti al mondo della ristorazione e della gastronomia - paramentri di cui il nostro Emilio si serve per decifrare la realtà - hanno contribuito ad innalzare il mio indice di gradimento. 
Ed è proprio in quell'attimo, mentre si rende conto che quel rapido scambio di vedute gli sarà utile come una corposa aggiunta di gamberetti al pentolone del ragù di salsiccia, che si accorge di qualcosa.
Un libro che stimola il sorriso, la curiosità e l'appetito e che mi auguro possa inaugurare una serie di indagini condotte da Emilio Zucchini, desiderio che, al contrario dei tortellini al pomodoro, penso sia assolutamente realizzabile.
Mi dispiace davvero, ma ci sono cose nella vita che si possono avere e altre no. Il tortellino al pomodoro proprio no. Il tortellino muore nel brodo.





Commenti

  1. Titolo originale e simpatico, trama altrettanto. E poi anch'io ho apprezzato l'autore in Un giorno come un altro, quindi sarei curiosa di leggere questo :)

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  2. in tal caso non puoi proprio perderlo, Angela! :)

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