Recensione | Vittoria - Barbara Fiorio | Feltrinelli

Vittoria - Barbara Fiorio  | Feltrinelli
15.00 € | 272 pagine | Scheda del libro

Qualche settimana fa ho pubblicato sul blog la mia chiacchierata con Barbara Fiorio, da poco tornata in libreria con Vittoria, un romanzo che - come vi avevo anticipato - mi ha davvero conquistata. Oggi voglio provare a spiegarvi cosa mi è piaciuto di questo libro che ho divorato in appena due giorni.
Vittoria, quarantasei anni, si trova improvvisamente a fare i conti con la più totale assenza di certezze. Federico, il compagno con cui pensava di condividere il resto della vita, la lascia, e anche il suo lavoro come fotografa subisce una brusca battuta d'arresto. Una precarietà, sentimentale ed economica, che si abbatte su di lei lasciandola svuotata, priva di forze e difese. A sorreggerla, in un momento così complicato, il gatto Sugo e gli amici di sempre, Alice su tutti, che la ospita in casa sua quando l'appartamento di Vittoria si trasforma in un mausoleo di dolorosi ricordi. Sarà un mazzo di tarocchi a cambiare le cose e a regalare a Vittoria la possibilità di rimettersi in gioco e di riscoprire qualcosa che aveva  dimenticato.
Ho paura di non avere la vocazione per la felicità, quella di chi procede a testa alta con la certezza di meritare ciò che desidera.
Vittoria è un libro che non ti aspetti, un libro che sembra avere tutti gli elementi per essere una commedia briosa ed ironica, e che già dopo poche pagine, ti sorprende con quell'intensità che solo le storie sorrette da sentimenti forti e da tanta verità sanno trasmettere. Un libro dove argomenti dolorosi vengono trattati con l'arte della leggerezza, che solo pochi autori possono permettersi di esercitare. Il dolore della perdita, di una storia d'amore che finisce trascinando via con sé progetti e desideri, la necessità di reinventarsi ad un'età in cui gli altri si aspettano di vederti arrivata, difficoltà economiche e il precariato di chi vive della propria creatività. A compensare, un tesoro che forse non risolverà il problema delle bollette da pagare, ma si rivelerà per Vittoria la più grande ricchezza: degli amici su cui poter contare. Presenze preziose che pur non potendo evitare la sua caduta, riusciranno a creare una rete di sostegno in grado di attutire il colpo.
Mi bacia, mi abbraccia, mi dice "ehi" con quel suo "ehi" dentro cui mette un sacco di cose, dal "ti voglio bene" al "so come ti senti", dal "ce la farai" al "non sei sola, io ci sono, ci siamo tutti". Perché non sono sola, lo so.  Ho intorno un esercito di amici discreti che spuntano nei modi più imprevedibili. Anche sotto forma di torta alle mandorle arrivata ieri da Modena col corriere espresso.  Da chi sa che Federico è allergico alle mandorle.
E poi il potere delle passioni, di quelle inclinazioni che sanno farci battere il cuore, dei sogni che non smetteranno mai di renderci felici, neanche quando si allontanano, neanche quando ci fanno credere di essersi dimenticati di noi.
Vittoria è una storia che mi ha fatto ridere, commuovere, riflettere. Cos'altro chiedere ad un libro? Mi ha regalato spensieratezza e allo stesso tempo la possibilità di soffermarmi, di pensare, di comprendere che non è mai troppo tardi per ricominciare, per ripartire da se stessi, per riscoprire le proprie potenzialità. Perché a volte tutto ciò che serve è cambiare inquadratura, riuscire ad assumere un punto di vista nuovo, fare un passo indietro e smetterla di guardarci attraverso la lente deformante del dolore e della paura.
Un romanzo vero, con una protagonista che vi conquisterà con la sua spontaneità, l'ironia, la fragilità e la forza che non sa di possedere. Perchè in Vittoria c'è molto di Barbara e c'è qualcosa di ognuno di noi, di tutti quelli che cadono e si rialzano provando a non perdere il sorriso.



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