Recensione | Due come loro - Marco Marsullo | Einaudi


Due come loro - Marco Marsullo  | Einaudi
17.00 € | 208 pagine | Scheda del libro

Quando decidi di soffermarti su un libro la cui trama parla di un impiegato del ramo suicidi al servizio di Dio e del Diavolo, ecco, diciamo che intraprendi la lettura con una predispozione d'animo abbastanza elastica, pronta quasi a tutto.
Eppure vi dirò che questo libro ha saputo stupirmi in una maniera che non credevo possibile.
Ma andiamo per ordine. Shep ha trentasei anni, e svolge un lavoro a dir poco insolito. Lavora per Dio, precisamente nella sezione suicidi, dove il suo compito è dissuadere dall'intento coloro che meditano di uccidersi. Ma questo non è tutto. Perché, all'insaputa di Dio, Shep lavora anche per il Diavolo, stesso settore ma finalità opposta: assicurarsi che l'aspirante suicida porti a termine il progetto. Decidere di volta in volta quale datore di lavoro assecondare, costituisce per Shep una mansione aggiunta, dietro la quale si celano accurate ricerche sui soggetti in questione. Tutto procede in maniera abbastanza ordinaria finché sulla lista degli aspiranti suicidi non fa la sua comparsa un nome familiare: Pino Moneta, il nuovo compagno di Viola, la donna che Shep non riesce a dimenticare. Il destino sembra avergli dato la possibilità di regolare i conti e di uccidere l'uomo che sta per sposare la sua ex, eppure le cose si riveleranno molto più complesse di così.
Shep varca l'ingresso e il Diavolo torna verso il salotto. - Non chiudo la porta?
- Che? - il Diavolo si volta appena.
- La porta, te la lascio sempre aperta o la chiudo?
- No, caro, lasciala pure aperta, lo sai, io mi fido degli uomini, non stare in pena per me, - e aggiunge, mentre sparisce nella cucina: - Piesse: camicia orrenda, buttala via. Sembri un surfista che non surfa più, con tutte quelle palme addosso.

Due come loro è un libro insolito, originale, satirico, pungente, politicamente scorretto
È una black comedy, genere sicuramente coraggioso e molto poco italiano, che Marsullo riesce a padroneggiare in modo credibile e maturo. È un libro che non ti aspetti. Così come non ti aspetti un Dio con la camicia hawaiana,  che non disdegna il turpiloquio, in fissa per i prodotti Apple e una passione sfrenata per le feste a tema. Non ti aspetti un Diavolo raffinato, che legge Flaubert, guarda Don Matteo e ascolta Katy Perry. Non ti aspetti un protagonista che incarna le contrapposizioni dell'essere umano, le bassezze più infime e i sentimenti più profondi. Non ti aspetti le risate sguaiate  e i sorrisi amari. Non ti aspetti l'ironia sfacciata che si fonde con l'introspezione. Non ti aspetti in un romanzo surreale di poter fare indigestione di realtà. Non ti aspetti che una storia del genere possa anche parlarti d'amore, di dolore, di emozioni vere. Marsullo gioca con i contrasti, gioca a rendere nette le opposizioni ma poi si diverte a dissolvere i contorni. Del resto la madre delle antitesi, quella tra bene e male, viene in questo libro dissacrata, demistificata, rivista in una chiave che induce alla riflessione. Anche Dio e il Diavolo ci appaiono umani, imperfetti, quasi a volerne sfumare le polarità.
Tema centrale del romanzo il passato, eletto a luogo in cui risiedono le paure, le ferite, le cicatrici che spesso fanno ancora male e condizionano il corso del presente.
Il passato delle persone, a differenza del futuro, non si muove di un millimetro.
Non  so spiegarvelo bene un libro così, posso però dirvi che ne ho letto una parte in treno, scoppiando a ridere più volte, dimenticandomi completamente di essere in un luogo pubblico. Posso dirvi che ne ho sottolineato tante righe e che a distanza di giorni mi capita di soffermarmi su quei passi in cui ho ritrovato un pezzetto di me, un pezzetto della mia vita e delle mie scelte. Posso dirvi che ho riletto la parte finale tre volte. E che mi ha lasciato una strana malinconia. Posso dirvi che questo libro vi destabilizzerà ma alla fine vi piacerà. E anche tanto.
È buffo come perdere tutto ti salvi la vita, pensa.


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