Parlando di 'Vittoria' | Intervista a Barbara Fiorio


Buongiorno lettori, oggi ritorno da voi per coinvolgervi nella mia chiacchierata con una bravissima e brillante autrice italiana, Barbara Fiorio, che grazie a Feltrinelli ho avuto il piacere di intervistare. 
A distanza di tre anni da Qualcosa di vero [Feltrinelli, 2015] e senza fare mistero della sua crisi creativa, Barbara ritorna in libreria con Vittoria, un libro che, so già, amerete tanto quanto me. Una storia dove non mancano brio ed ironia ma che sorprende con sentimenti e riflessioni, con una leggerezza che sa andare in profondità.
Vittoria, fotografa genovese quarantaseienne, si trova improvvisamente a fare i conti con una dolorosa crisi, lavorativa e sentimentale. Il suo compagno l'ha abbandonata e non può più contare nemmeno sul lavoro, sarà così, in una casa ingombra di ricordi, che un mazzo di tarocchi si trasformerà in un'opportunità. Senza credere nella cartomanzia, Vittoria inizierà a leggere le carte e con esse le persone, e presto imparerà a leggere e ritrovare se stessa.
In attesa di parlarvi di quanto e perché mi sia piaciuto questo romanzo, nella recensione che troverete presto sul blog, sono molto felice di condividere con voi la mia chiacchierata con Barbara che, con la gentilezza e l'ironia che la contraddistinguono, ha soddisfatto le mie curiosità. E allora mettetevi comodi, e venite insieme a me a scoprire qualcosa di più su queste due donne speciali.

ph. Sara Lando
Iniziamo dalla fine. Nei ringraziamenti - bellissimi - del libro, raccontando la genesi del romanzo affermi di aver sofferto un lungo periodo di crisi creativa. Nei tre anni intercorsi tra Qualcosa di vero e Vittoria, ci sono state altre storie? Personaggi pensati, trasferiti su carta o solo immaginati, che però non hanno visto la luce? Cosa ti fa capire che una storia è davvero quella giusta?
Ci sono stati, sì. Ci sono stati personaggi e storie a cui ho cercato di dare forma ma senza trovare il modo giusto. Lo senti, quando funziona, è un istinto. Se ti concentri troppo sulla tecnica, sulla precisione, sulla perfezione, sulla “maieutica della narrazione”, rischi di affievolire la tua “voce”, ciò che ti distingue e caratterizza come autore, e di non dare al romanzo il soffio vitale, quella forza che travolge i lettori, che li fa entrare nella storia, che li porta a sentirsi essi stessi i personaggi e a vivere con loro per quelle due o trecento pagine.
Ci lavoravo, mi accanivo, ma sentivo che mancava qualcosa. Eppure le storie e i protagonisti erano belli, li amo ancora moltissimo, ma non erano (ancora) giusti.
Come dicevo prima, lo senti quando qualcosa funziona e quando invece no. Poi, chiaro, ci sono gli editor che leggono con l’occhio pulito ed esperto della distanza e della professionalità e che ti confermano se il tuo istinto aveva ragione. E il mio istinto aveva ragione.
Vittoria è arrivata in un momento in cui stavo rinunciando. Ho sentito la sua risata e dopo tre mesi consegnavo l’inedito mentre il mio istinto sorrideva sornione.

Una risata che adesso suona familiare anche a me. 
Vittoria fa i tarocchi senza crederci. Se qualcuno potesse davvero svelarti il futuro, c'è qualcosa che vorresti sapere?
Solo cose belle. Io, poi, da brava maniaca del controllo, sono anche una che adora lo spoiler. Davvero: se sto guardando un thriller, che sia film o serial, voglio sapere prima come finisce così me lo riesco a godere senza stare in tensione, voglio sapere se i buoni si salvano, voglio sapere se alcuni personaggi sopravvivono. Insomma a me le incognite non è che facciano impazzire, ecco. Quindi da un cartomante vorrei sapere che per me vede cose meravigliose, così mi rilasso e mi godo anche le giornate in cui le cose meravigliose non arrivano. La Dea della Speranza serviva proprio per non mandare ai matti, del resto. Ed è quello che Vittoria fa quando legge, a modo suo, i tarocchi alle persone.

Una filosofia molto affascinante, anche per me che non amo gli spoiler.  
'Non mi do in pasto alla gente, non sono un rinfresco' afferma Vittoria a proposito di Facebook e dell'attuale tendenza a mettere in piazza ogni aspetto della vita privata. Qual è il tuo rapporto con i social, vista anche l'importanza che assumono nel tuo lavoro?
Ne vedo, apprezzandolo, il lato positivo e ne temo quello negativo. Ho curiosato nei vari social ma alla fine mi sono adagiata su Facebook (ho anche capito di riuscire a stare dietro solo a un social, di più è troppo per me). Lì mi diverto, gioco, ma non riesco a prendere sul serio ciò che ogni tanto vedo: polemiche, liti, gente che si banna, gente che si manda messaggi criptici, squadre, insulti, gogne mediatiche amplificate, confessioni intime, mitragliate di selfie. Me ne sto fuori, trovo tutto questo poco interessante, poco elegante e anche un po’ pericoloso perché questa libertà di atteggiamento, un tempo esecrabile e classificato come irrispettoso e maleducato, adesso è come se fosse stato sdoganato prima sui social e poi in strada.
Vero è che i social, pur essendo questo inquietante esperimento sociale, abbattono barriere e confini, rendono raggiungibili le persone con estrema facilità - per esempio un lettore può scrivermi direttamente un messaggio, cosa che un tempo era quasi impensabile - e puoi vedere come stanno gli amici che vivono all’estero, partecipare a distanza a ciò che vivono, scoprire anche posti magnifici e farti venire la voglia di andarci.
Sicuramente per me è anche un prezioso mezzo di comunicazione e promozione, sia per i miei libri che per i miei laboratori di scrittura.
Ma vorrei che mi divorasse un po’ meno il tempo, quello sì. Ho comunque sempre la sensazione di perderne, di sprecarne. E di certo, per quanto io rida, giochi, scherzi, mostri i miei gatti o le mie vacanze, in realtà non metto in piazza me stessa. Come dice Vittoria, non mi do in pasto alla gente, non sono un rinfresco. (sorride)

Vittoria è una donna che alla soglia dei cinquant'anni si trova a fare i conti con un bilancio fallimentare, sia dal punto di vista lavorativo che da quello sentimentale. Cosa ti salva dal baratro in queste situazioni?
Eh, cosa ti salva, bella domanda. Esiste una formula magica? Vittoria se lo chiede a lungo, si aggira nel proprio dolore, nel proprio sgomento e tra le proprie difficoltà e incertezze cercando un punto di (ri)partenza e mentre le sembra di non vederlo, di non trovarlo proprio, in realtà ha già messo in atto un suo percorso di ricostruzione e rinascita.
Sicuramente gli amici, le persone attorno che le vogliono bene, sono fondamentali: la proteggono, la ascoltano, la accolgono, la nutrono, le permettono di crollare standole vicino e passandole un fazzoletto, una risata o un pezzo di focaccia. Poi c’è lei, che in realtà ha molte più risorse di quante non veda e non creda, lei che ha dalla sua un forte senso di realismo ma anche una grande ironia, lei che fissa una scala di priorità pensando che il suo lato creativo sia tutto sommato l’ultimo problema di cui occuparsi quando invece sarà proprio lì la fonte della sua salvezza.
Ma questo vale anche per chi non ha un talento artistico. Io credo, osservando da fuori il percorso che Vittoria fa, che fondamentalmente sia la consapevolezza del suo valore a salvarla dal baratro. Quell’ultimo elemento da mettere sul piatto della bilancia: il valore che ti dai.

Molto bella questa considerazione, dovremmo sempre cercare di non perdere di vista il nostro valore e concentrarci su ciò che possediamo ancora, piuttosto che sulle cose perse. Per Vittoria la vera magia non è quella dei tarocchi, ma va cercata nella leggerezza. Per Barbara dove si trova la magia?
Ovunque. Nell’amicizia, nell’amore, nell’ironia, in una tavoletta di cioccolato fondente, in un gatto, nei girasoli che si aprono, nei libri, nella fantasia dei bambini, dei matti e degli scrittori, nell’arte. Insomma, nella bellezza che salverà il mondo. Sempre con una sana risata.

Risate che accompagneranno la lettura, insieme alla girandola di emozioni che Vittoria vi regalerà. Ringrazio ancora Barbara per il tempo che mi ha dedicato e, prima di salutarvi, vorrei ricordarvi l'iniziativa lanciata da Feltrinelli proprio in questi giorni.


Dal 27 aprile al 3 giugno parte su Instagram Uno scatto per i tuoi pensieri. I lettori dovranno fissare un pensiero o un desiderio in una foto e condividerla sui propri canali con una citazione del libro che li ha ispirati. A Milano durante l’evento del  30 maggio a la Feltrinelli Duomo i lettori presenti potranno sfidare la sorte pescando un tarocco e i più fortunati avranno la possibilità di farsi ritrarre da Sara Lando. Grazie alla collaborazione di Fuji Italia potremo stampare live le foto più originali!
#UnoScattoPerITuoiPensieri #Vittoria#FujifilmGFX #Fujifilm

E allora lasciatevi ispirare da Vittoria e date spazio alla creatività!



Commenti

  1. Amica mia ma quanto sei brava??? Tu e Barbara siete una bella coppia!
    Mi avete stuzzicato la curiosità...dopo aver amato Qualcosa di vero.
    La magia dei tarocchi mi affascina da sempre, ne possiedo anche un mazzo tutto mio con manuale di istruzione, li leggo per gioco, ma se esce un pensiero negativo rimescolo subito! Non vorrei sapere davvero nulla del futuro, amo le sorprese sperando siano sempre belle.
    Per quanto riguarda i social sono d'accordissimo con Barbara, tendiamo sempre ad esagerare impuniti, superiamo confini che purché sottili mutano lo scopo delle cose che potrebbero essere un mezzo utile.
    Ridere, imparare ad amarsi e apprezzarsi per il proprio valore, mi piace! E io Vittoria lo regalo alla mamma per la sua festa. Grazie splendide donne.

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    1. Grazie tesoro, mi sa che a mamma Vittoria piacerà! Per il resto mi trovi d'accordo con te, il bello del futuro è proprio questo, non sapere cosa ci riserverà e sperare sempre in qualcosa meraviglioso! Ti abbraccio forte

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  2. molto interessante! ho questo libro in WL da quando è uscito, oggi ho letto una recensione entusiasta e poi questa intervista... che dire, ormai mi avete convinta!
    PS: bellissima la copertina comunque!
    http://www.audreyinwonderland.it/

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    1. sì Amrita, non posso che consigliartelo e, concordo, copertina molto bella! :)

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  3. Bellissima intervista per un romanzo che, come forse sai, a sorpresa ho amato molto. :)

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    1. grazie Michele! In realtà le interviste mi terrorizzano un po', ho sempre l'impressione di fare domande banali, ma Barbara è stata carinissima nelle sue risposte...ho letto - in ritardo come sempre nell'ultimo periodo - la recensione e ho visto che è piaciuto tanto anche a te, del resto aveva tutti gli ingredienti per conquistarti! :) un abbraccio

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