Recensione | Uomini che restano - Sara Rattaro | Sperling&Kupfer

Uomini che restano - Sara Rattaro | Sperling&Kupfer
16.90 € | eBook 9.99 € | 264 pagine | Scheda del libro

Come molti di voi già sanno, Sara Rattaro è una delle mie autrici preferite. I suoi libri mi trasmettono sempre delle belle emozioni, si rivelano uno specchio in cui puntualmente ritrovo dei pezzetti di me, quelle storie capaci di far vibrare le corde giuste.
Così è stato anche per il suo ultimo libro, Uomini che restano, edito Sperling&Kupfer che ringrazio per la copia. La storia è quella di Fosca e Valeria, due donne che si incontrano per caso sulla terrazza di un condominio di Genova. Entrambe nascondono un dolore, un dramma che ha improvvisamente destabilizzato la loro vita dissolvendo ogni certezza. Due matrimoni che sembrano giunti al loro epilogo lasciandosi dietro schegge appuntite di cui le donne portano visibili i segni. Eppure, quando toccare il fondo e adagiarsi su di esso sembra l'unica strada possibile, la vita saprà sorprendere ancora. Saprà stupire, saprà rimescolare le carte e ricordare che mentre alcuni legami sono destinati a interrompersi, altri non si spezzeranno mai.
Nel giro di poche settimane, la mia vita era stata stritolata e scoperchiata e io non sapevo decifrare i miei sentimenti.
Quello che mi fa amare incondizionatamente i libri di Sara Rattaro è la sua capacità di mettere in scena delle storie quotidiane, dei dolori così umani e ordinari da risultare familiari, dei personaggi così sfaccettati da sembrare reali. E poi c'è quella cosa lì. In ogni suo libro, in ogni sua storia, c'è quella lucina. Quella fiammella che fa intravedere un mondo di colori alla fine del tunnel, quella che esorta a non mollare, perché anche quando tutto sembra andare in pezzi c'è sempre il modo di rimetterli insieme, creando qualcosa di nuovo e di inedito.
Perché amare qualcuno significa andare lì. Nel centro esatto dell'incendio. La parte rossa, quella che scioglie qualsiasi metallo, anche il più prezioso, e sapere che non ci saresti mai arrivato da solo.
Uomini che restano è una storia di amicizia, d'amore, di perdita, di abbandono. È una storia che affronta argomenti difficili e spinosi: il tradimento, la malattia, l'omosessualità, e lo fa con tocco lieve, con quel misto di sensibilità e ironia che Sara è molto abile a dosare. È una storia di donne e della loro resilienza, di quella capacità tutta femminile di assorbire gli urti senza andare in frantumi. Ricostruendosi a partire da un cumulo di macerie. Ma è anche una storia di uomini, di uomini che fuggono quando il gioco non è più un gioco, di uomini che restano pur andando via, di altri che ci sono sempre stati, in un angolo ostinato. 
Per la prima volta in questo libro c'è anche Genova, città natale dell'autrice, che non si limita a fare da sfondo. È una presenza viva, caledoiscopica, quasi ingombrante. A sottolinerare che il posto in cui nasci e cresci te lo porti dietro per sempre, ti rimane attaccato addosso come una seconda pelle, anche quando ti allontani. Luoghi che ti appartengono, strade che sanno tutto di te, e che proprio nei momenti più complicati, negli attimi in cui credi di esserti smarrito, saranno lì a ricordarti chi sei.
Una storia di legami, di rapporti che si concludono e di altri che si evolvono, di relazioni che nascono e di altre che mutano senza perdere la loro forza. Una storia di sfumature, di cui la Rattaro si dimostra ancora una volta assoluta regina. I suoi personaggi non sono mai totalmente positivi o negativi. Non sono mai bianco o nero. Racchiudono in sè le stesse sfumature della vita, filtrate da uno sguardo che attraversa senza giudicare. Così un gesto facilmente condannabile nasconde delle motivazioni in grado di vincere i preconcetti, così si riesce ad empatizzare anche con chi tradisce, ferisce, sbaglia. Perché nella vita non esistono i buoni o i cattivi, esistono solo persone, quelle che combattono e quelle che si arrendono, quelle che sbagliano e quelle che si rialzano, quelle che fanno mille cose giuste e una sbagliata, quelle che fuggono e quelle che restano.



Commenti

  1. Amo le donne e la loro forza di non mollare mai e cercare la via d'uscita senza gettare la spugna. Un libro che sicuramente fa per me!

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