Recensione | Una vita da libraio - Shaun Bythell | Einaudi

Una vita da libraio - Shaun Bythell | Einaudi
19.00 € | eBook 9.99 € | 384 pagine | Scheda del libro

Nell'ultimo periodo abbiamo assistito al moltiplicarsi di libri su librai, librerie, biblioteche. Come ogni volta in cui un argomento diventa molto inflazionato, io finisco per perdere interesse e depennare a piè pari tutti i titoli sul tema.
Il mio proposito tuttavia è improvvisamente vacillato quando mi sono imbattuta in questo libro. La copertina del resto è meravigliosa: sfido chiunque a trovare per un lettore un richiamo più forte di una libreria illuminata in una sera d'inverno. Passo successivo: sinossi a me! Leggendo la trama ho avuto la conferma che cercavo e ringrazio Einaudi per avermene fatto trovare una copia nella cassetta della posta proprio il giorno dell'uscita. Sì, perché questa volta non si tratta del solito romanzo d'amore ambientato in una deliziosa libreria vicino la Senna...Una vita da libraio è il diario di un reale libraio di Wigtown - cittadina scozzese di poche anime - che decide di mettere nero su bianco le gioie e i dolori della sua professione, senza fronzoli né edulcoranti, riportando episodi ed aneddoti in cui chiunque svolga (o nel mio caso, abbia svolto) questa professione non può che riconoscersi.
«Stavo uscendo dalla cucina con la mia tazza di tè quando un tizio in giacca da lavoro e pantaloni di poliestere una spanna piú corti del normale mi è rovinato addosso e me l'ha quasi fatta cadere.
- È mai morto nessuno qui? - mi ha chiesto poi. - Nessuno ci ha ancora lasciato le penne cadendo da una scaletta?
- Non ancora, - gli ho risposto, - ma speravo proprio che oggi fosse il gran giorno».
I resoconti giornalieri iniziano a febbraio 2014 e si protraggono per un anno intero. Un anno in cui Shaun racconterà giorno per giorno l'andamento del suo negozio, annotando incassi, numero di clienti, libri venduti online e gli aneddoti più salienti.
The book shop è un negozio di libri usati che Shaun ha acquistato nel 2001, trasformandolo nel suo luogo di lavoro e nella sua abitazione. Ad aiutarlo nella gestione della libreria, Nicky, tratti distintivi: sciatta e disordinata, indossa per tutto l'inverno una tuta da sci nera, guida un furgone azzurro e il venerdì recupera cibarie non ben identificate dal cassonetto del supermercato Morrisons.
Essendo sciatta per natura, è possibile che trovi curioso e ridicolo il mio desiderio di ordine e organizzazione: perciò mi incasina di proposito il negozio, e quando la rimprovero dice che ho un disturbo ossessivo-compulsivo.
Con ironia e un pungente sarcasmo, Shaun descrive le disavventure di un libraio tradizionale ai tempi di Amazon, gigante virtuale che pesa come una spada di Damocle sulle sorti delle piccole attività. E a chi crede che vendere libri sia il lavoro più romantico del mondo, Shaun svela l'altra faccia della medaglia. Clienti che chiedono sconti su libri di poche sterline, altri che pretendono di insegnare al libraio come disporre i volumi sugli scaffali, altri ancora che ignorano le più basilari buone maniere. Trovarsi interamente coperti di polvere e peli di gatto dopo ore trascorse a svuotare scaffali e riempire scatoloni. E poi il mercato virtuale che riduce drasticamente le vendite, quel meccanismo disumanizzato con il quale è impossibile competere. La difficoltà di riscaldare il negozio d'inverno perché l'esiguità degli incassi non lo consente.
Durante la pausa pranzo ho origliato i discorsi di un gruppetto di clienti poco più che ventenni. Una di loro diceva che il Book Shop è fichissimo, tanto che le viene la pelle d'oca ogni volta che entra. Credo che sia più che altro un problema di temperatura.
Shaun tuttavia affronta tutto senza perdersi d'animo, ideando delle attività complementari, come  il Random Book Club o la stessa idea di pubblicare questo diario per coprire parte delle spese.
Un libro che non ha affatto deluso le mie aspettative e che mi ha fatto venire una gran voglia di prendere il primo aereo per la Scozia e andare a conoscere Shaun (e la sua libreria, ovviamente). Un libro la cui forse unica pecca è quella di dilungarsi un po' troppo. Dal momento che molte giornate -  soprattutto nei mesi invernali - si ripetono uguali, senza molte novità o episodi degni di nota, penso che al posto dell'autore avrei scelto di condensare gli eventi e di snellire il numero di pagine, ma ciò non toglie che questo diario mi sia molto piaciuto.
Da innamorata patolgica di tutto ciò che riguarda i libri e le librerie, da ex libraia, da lettrice e accumulatrice compulsiva, ho trovato questa lettura quasi magica, per qualche giorno è stato come passeggiare tra le stanze fredde di The book shop accanto a Shaun, respirare l'odore polveroso dei libri usati, ascoltare le richieste improbabili dei clienti e assistere ai battibecchi tra lui e Nicky.
Grazie alla sua autoironia, Shaun riesce ad animare anche le giornate più monotone dell'inverno scozzese e a raccontare con onestà un mestiere sicuramente bellissimo anche se non esente da risvolti negativi, che tuttavia non privano la professione del fascino che i lettori gli attribuscono. Perché Shaun è innamorato dei libri, lo è a dispetto di tutto, e il suo amore non può non arrivare fino a noi.


Commenti

  1. Sono molto, molto indeciso.
    Perché se la routine di Shaun, su carta, potrebbe un po' annoiarmi, la bella copertina e le tue belle parole mi fanno credere l'esatto contrario. :)

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    1. Non è un libro che scorre veloce...rispecchia un po' il ritmo di alcune giornate in libreria. Un tempo lento nel quale però mi sono trovata a mio agio :)

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  2. Avevo adocchiato questo libro e mi sembra di capire che avevo fatto bene. Mi piace il tono ironico e anche il fatto che racconta una vera esperienza di vita. E che dire poi della copertina? Magnifica *-*

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