Recensione | La cercatrice di corallo - Vanessa Roggeri | Rizzoli

La cercatrice di corallo - Vanessa Roggeri | Rizzoli
18.00 € | eBook 9.99 € | 322 pagine | Scheda del libro

Nelle ultime settimane le  mie letture scorrono in modo abbastanza fluido, non  so se per merito dei libri scelti questo mese o di una migliore gestione del tempo. Oggi torno per condividere con voi la mia opinione sull'ultimo lavoro di Vanessa Roggeri, La cercatrice di corallo, terzo libro dell'autrice che segna il suo passaggio in Rizzoli.
Sardegna - 1919. Dolores Derosas rimasta vedova con sette bambini da sfamare, decide di mettere da parte l'orgoglio e di chiedere aiuto al cugino di suo marito, Fortunato Derosas, facoltoso pescatore di corallo. Ma l'uomo, memore di un torto subito dal defunto cugino, si dimostra cinico e sprezzante, scacciando la donna in malo modo e condannandola alla miseria. Qualche anno dopo tuttavia la situazione sembra essersi ribaltata: Dolores è riuscita ad arricchirsi grazie alla sua astuzia, mentre l'attività di Fortunato Derosas appare destinata al declino. È a quel punto che Achille, secondo genito di Dolores, e Regina, figlia prediletta di Fortunato e abile cercatrice di corallo, si incontrano e si innamorano perdutamente. Il loro amore però dovrà scontrarsi con l'odio viscerale che lega a doppio filo le rispettive famiglie.
«Achille, ma tu chi sei?»
«Non sono nessuno, se non sono con te» fu la risposta più sincera che riuscì a dare. In realtà non sapeva chi fosse o perché fosse venuto al mondo, tuttavia sentiva di riuscire a trovare un senso alla propria esistenza quando Regina gli era accanto. 
Ho conosciuto Vanessa Roggeri con Fiore di fulmine, che avevo amato. Per cui mi sono approcciata alla lettura di questo libro con il desiderio di ritrovare la scrittura potente ed evocativa che ricordavo, unita alle suggestive ambientazioni sarde che l'autrice è così brava a descrivere. La scrittura in effetti non delude e la Sardegna è impressa sulle pagine con la forza della sua doppia identità: il mare e la montagna, la luce e l'ombra, il bianco e il nero, che si intrecciano e si contrappongono con ferocia. Due realtà differenti ma indissolubili, proprio come i protagonisti del romanzo, Regina e Achille, uniti da un sentimento puro e inarrestabile ma divisi dall'odio che sospinge le loro famiglie l'una contro l'altra.
Dietro i fili narrativi, un lavoro di documentazione ampio e puntuale, di cui l'autrice si serve per riprendere antichi mestieri di una Sardegna lontana, quelli che si svolgevano nei pescherecci della costa e nelle miniere dell'entroterra, e che vengono descritti nel romanzo in maniera minuziosa.
Eppure questa volta la narrazione non è riuscita ad agganciarmi e ad emozionarmi com'era accaduto nel romanzo precedente. Riflettendoci, penso che in questo caso abbia avuto un peso determinante la mia poca attitudine per le storie d'amore struggenti e romantiche. Storia d'amore a cui l'autrice decide di attribuire assoluta centralità, a discapito di quelle componenti di mistero e suggestioni popolari a cui la sua penna ci aveva abituati. Anche nei personaggi principali, Regina ed Achille, non ho trovato quella potenza che si sprigionava dalle precedenti protagoniste dei suoi libri, personalità forti e indipendenti in cui lo spessore era spesso forgiato dal dolore.
Una lettura resa piacevole dalla scrittura matura dell'autrice e dalle sue abilità descrittive, ma in cui mi è mancato quel quid in più, quella dose di originalità in grado di trasformare una semplice storia d'amore in un libro che non si fa dimenticare.




Commenti

  1. Questa volta concordo con te, su un libro purtroppo tanto atteso ma uscito soltanto a metà.

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