Recensione | Un ragazzo normale - Lorenzo Marone | Feltrinelli

Un ragazzo normale - Lorenzo Marone | Feltrinelli
16.50 € | eBook 9.99 € | 288 pagine | Scheda del libro

Buongiorno lettori, è uscito proprio ieri il nuovo libro di Lorenzo Marone, Un ragazzo normale, edito Feltrinelli. Ho avuto la possibilità di leggerlo in anteprima e non vedevo l'ora di poter condividere con voi il mio pensiero. Un autore che non vi sarà sicuramente nuovo, ve ne ho parlato tanto e come saprete già ho apprezzato ogni suo lavoro. In virtù di questo posso dirvi che questa volta è riuscito persino a superarsi e che Un ragazzo normale è tra i suoi libri quello che più ho amato.
Napoli - 1985. Mimì ha dodici anni ed è un bambino fuori dal comune. Sogna di diventare un astronauta, adora i fumetti ed è un avido lettore, innamorato delle parole, che usa in modo forbito, attingendo a vocaboli ed espressioni ricercati, che lo fanno risultare strano agli occhi della sua stessa famiglia. Famiglia composta da mamma Loredana, papà Rosario, nonno Gennaro, nonna Maria e dalla sorella Beatrice, diciassettenne. Sei persone che dividono un bilocale, in uno stabile del Vomero dove il padre di Mimì lavora come portiere. Quando non è in casa o a scuola, Mimì trascorre il suo tempo con Sasà, figlio del salumiere del quartiere, un ragazzino caratterialmente molto diverso da lui, esuberante e prepotente ma con il quale proprio nell'inverno del 1985 si instaura un rapporto d'amicizia e complicità. E poi c'è Giancarlo, il giovane giornalista che abita nel suo stesso palazzo e che Mimì considera alla stregua di un supereroe. E non solo perché possiede una macchina molto originale, una Mehari verde decappotabile. No, è soprattutto perchè Giancarlo Siani scrive della camorra, un argomento che Mimì ha imparato essere pericoloso, qualcosa di cui nessuno ha il coraggio di parlare. Questo, ai suoi occhi, gli conferisce dei superpoteri. Quell'anno, quello della neve che avvolge Napoli come una magia, sarà per Mimì l'anno più importante della sua vita. L'anno in cui tutto cambierà, l'anno che si rivelerà un viaggio alla scoperta dell'amore, del dolore, della perdita, ma soprattutto di se stesso.
Allora non potevo saperlo, ma in seguito ho capito che le cose straordinarie, quelle che resteranno sempre nella tua vita, arrivano spesso in punta di piedi e all'improvviso, senza tuoni e particolari avvisaglie. Proprio come una nevicata.
Si dice che l'amore renda le persone più belle. Ecco, io penso valga lo stesso per i libri. E che quando un autore si innamora di una storia questo suo sentimento trapeli dalle pagine e giunga forte e chiaro fino al lettore. Un ragazzo normale è un libro che è stato amato e in cui Lorenzo Marone, scrivendo, ha lasciato dentro un po' di cuore. Io questo pezzetto di cuore l'ho ritrovato e, durante la lettura, l'ho mischiato ai miei sorrisi e alle mie lacrime. Il risultato è che Un ragazzo normale è un libro bello. Di una bellezza che si percepisce subito, fin dalle prime pagine. 
Allo stesso modo quando ami una persona risulta piuttosto difficile spiegarne il perché. Perché sì, verrebbe da rispondere a chi pone la domanda. Ed è quello che mi verrebbe da dire a chi legge questa recensione, forse alla ricerca di un'opinione sul libro. Perché sì. Mi rendo conto però che in certi casi spiegarsi meglio sia quasi necessario. E allora inizierò dicendovi che Un ragazzo normale è un romanzo che parla d'amicizia, d'amore, di crescita personale, di una Napoli bella e di una Napoli brutta, di famiglia, di sogni e, soprattutto, di persone. Di persone che credono e di altre che hanno smesso di farlo. Di persone che nella vita giocano in difesa e di altre che combattono per rendere migliore il proprio pezzetto di mondo. È un romanzo che parla degli anni ottanta e in cui tutti i quarantenni di oggi troveranno qualcosa della propria infanzia e anch'io, che ne ho qualcuno in meno, ne ho riconosciuto tanti tratti. Gli ultimi anni prima dell'avvento del virtuale, gli anni dei giochi in cortile dietro un super santos, del Calippo e del Piedone, delle musicassette registrate alla radio, delle colonie estive, di Madonna, del biliardino e delle enciclopedie pagate a rate.
È un libro che parla di coraggio. Del coraggio di fare la cosa giusta, del coraggio di aprirsi agli altri, del coraggio di rischiare, del coraggio di cambiare e di quello di rimanere se stessi fino in fondo. Allo stesso tempo è un libro che non si limita a parlare. Coinvolge il lettore attraverso gli odori, le immagini, i sapori, di una Napoli che ci accoglie col calore e la familiarità di una foto sbiadita dal tempo. 
Mimì, il piccolo protagonista di questa storia, è un bambino che conquista con la sua intelligenza e un mondo interiore acceso e colorato, molto diverso da ciò che lo circonda. Un ragazzino affascinato dai supereroi e dall'idea che fare qualcosa di importante e di grande sia davvero possibile. La sua strada si incrocia con quella di Giancarlo, giovane giornalista de Il Mattino che ambisce ad un contratto fisso e che oltre a guidare un'eccentrica decappotabile verde, trascorre le sue giornate a Torre Annunziata, alla ricerca di notizie sui traffici delle cosche mafiose che non esita a riportare nei suoi articoli con tanto di nomi e cognomi. Un ragazzo che gli occhi di Mimì trasformano in un supereroe, a dispetto di chi continua a ripetergli che gli eroi non esistono e che per campare bisogna farsi gli affari propri.
"Io, al contrario di voi che non credete più in nulla se non nel padreterno, credo negli uomini. Giancarlo è uno che non ha paura. Dovreste essere fieri di lui. Il mondo ha bisogno di eroi."
Fu il nonno a stoppare la conversazione. Tirò giù l'ultimo sorso di caffè con un risucchio e disse spazientito: "Mimì, ricorda: chi se 'mpiccia resta 'mpicciato. C'è bisogno di eroi, è vero, purché non abitino nel nostro palazzo".
Come Lorenzo ha tenuto a precisare in una nota a fine libro, questo romanzo non è un libro su Giancarlo Siani ma con Giancarlo Siani, descritto nel suo lato più umano e ordinario, quello di un ragazzo di venticinque anni come tanti, con una fidanzata, la passione per la musica, e l'amore per il proprio lavoro. Eppure la sua presenza, per quanto decentrata, conferisce alla storia una profondità e un significato imprescindibili dalla sua figura, da quello che ha rappresentato e continua a rappresentare. 
"Invece, Mimì, è sempre importante ricordarsi che siamo umani e non disponiamo di alcun potere, che non siamo infallibili, sbagliamo e spesso paghiamo caro per i nostri sbagli. Sentirsi invincibili non è una buona cosa, perché ti porta a commettere degli errori, a sottovalutare i segnali, a non accorgerti della precarietà delle cose. Ciò che ci rende umani, e per questo speciali, caro Mimì, sono proprio le nostre debolezze, i difetti, se vuoi chiamarli così."
L'ironia, la sensibilità, l'attenzione per le piccole cose e per le piccole vite, rimangono una costante dei romanzi di Lorenzo Marone. I personaggi sono la madre, il nonno, il vicino di casa che tutti potremmo avere, così credibili da riuscire ad immaginarne gesti e tono della voce.
Tuttavia, a differenza dei precedenti romanzi, questa volta è la storia ad avere la meglio, è la storia a veicolare un messaggio importante: i supereroi non hanno bisogno di mantello né di superpoteri,  per fare grandi cose basta crederci. Bastano le idee. A volte basta solo una penna.
Un libro che non riesco a descrivervi come vorrei e che non voglio descrivervi quanto potrei, perché voglio lasciare intatta la curiosità di scoprire una storia che vi regalerà emozioni dolciamare, vi strapperà sorrisi e vi sorprenderà con qualche lacrima. Vi lascerà un vuoto sordo e poi lo colmerà in modo lieve, come la neve che addolcisce spigoli e voragini. Un libro vero. Un libro vivo. Un libro bello, appunto.


Commenti

  1. Ciao Stefania concordo su tutto! L'ho appena finito molto bello e dire che non lo volevo neanche leggereeee! Ho immaginato perfettamente la Napoli che ha descritto, ho riso per alcuni proverbi in napoletano mentre qualche lacrimuccia è caduta in altre situazioni.

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    1. Ciao Rosa :) Come non volevi leggerlo? Aaaah! xD Sono proprio felice che ti sia piaciuto...a distanza di un mese da questa recensione io continuo a pensare ancora a Mimì! Un abbraccio

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    2. Non volevo leggerlo perché ho letto in rete molte recensioni non positive. Lo so che non bisogna farsi condizionare (e io, credimi non sono il tipo) ma ho in lista tanti di quei libri da leggere che non volevo imballarmi su una storia poco coinvolgente. E invece ti dico che sono stra felice di averlo letto perché nelle parole di Marone ho trovato la mia Napoli. Ho adorato tutti i personaggi e poi l'accostamento con Siani è stato geniale!

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    3. Hai fatto bene a seguire il tuo istinto ;) Ho visto che sei stata anche alla presentazione ❤ Concordo con te, difficile non trovare emozionante una storia così, il suo più bel romanzo per quanto mi riguarda! Baci

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