Recensione | Girl in Snow - Danya Kukafka | Bompiani

Girl in snow - Danya Kukafka | Bompiani
18.00 € | eBook 9.99 € | 336 pagine | Scheda del libro

Il cadavere di Lucinda Hayes, quindici anni appena, viene rinvenuto nel parco giochi di una scuola elementare, coperto dalla neve che nella notte ha ammantato la tranquilla cittadina a nord del Colorado, finita all'improvviso sotto i riflettori della stampa. La comunità è sconvolta dall'accaduto e nessuno si spiega chi possa aver ucciso la studentessa modello dai lucendi capelli biondi.
Pensaci: non preferiresti essere una persona buona che fa un'unica cosa orribile piuttosto che una brutta persona che fa un'unica cosa buona?
A raccontarci la vicenda tre soggetti coinvolti nei fatti a tre diversi livelli. Cameron, ragazzino introverso e problematico, che amava Lucinda a limite di una morbosa venerazione. Jude, una vicina di casa che invidiava e allo stesso tempo disprezzava quella ragazza che aveva tutto ciò che lei desiderava. Russ, l'ispettore che si occupa del caso. Tre punti di vista attraverso i quali il lettore cerca di ricostruire l'accaduto e di comprendere chi possa essere l'omicida. 
Ciò che accomuna le tre voci narranti è sicuramente un'ambiguità di fondo. Ognuno di loro cela dentro di sé sentimenti contrastanti, che lo rendono profondamente complesso e diverso da ciò che appare in superficie. Così il quadro che va lentamente componendosi davanti agli occhi del lettore è tutt'altro che limpido. Appare anzi molto simile ad uno specchio deformante dove ognuno dei protagonisti proietta una versione trasfigurata della realtà. 
Girl in snow non è propriamente un thriller o quantomeno è un thriller anomalo. La narrazione non galoppa, balzando da un colpo di scena all'altro, verso una suspense via via crescente. Al contrario, fluisce senza ostacoli e quasi senza far rumore, trascinando il lettore senza scossoni verso un epilogo inaspettato. La morte di Lucinda diventa quasi un pretesto di cui l'autrice si serve per condurci in un viaggio attraverso la psicologia dei protagonisti, attraverso le loro angosce e i loro pensieri, le loro ossessioni e i loro traumi. Un viaggio in cui i sentimenti hanno un ruolo centrale: l'amore, il dolore, la paura. E per farlo attinge ad una scrittura matura, ricca, descrittiva, densa.
Ma la vita reale non funziona così, come onde che sai come si chiudono e quanto sono alte. E nemmeno l'amore. Non so come funziona l'amore, ma se dovessi tirare a indovinare direi qualcosa di molto diverso. Una valanga.
Un esordio degno di nota quello Danya Kukafka che mi ha stupita pur non convincendomi pienamente. Sebbene abbia apprezzato lo stile, l'introspezione e l'approfondimento dei personaggi, la costruzione precisa e credibile delle personalità, avrei gradito un ritmo più incalzante. Anche le digressioni a cui i pensieri dei personaggi danno vita risultano a volte prolisse, e contribuiscono al rallentamento della narrazione.
Un libro che consiglio a chi è alla ricerca di un romanzo psicologico più che di un thriller e che sicuramente mi rende curiosa di conoscere il prossimo lavoro di quest'autrice di talento.


Commenti

  1. Fatico un po' con i thriller dal ritmo lento, ti capisco

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