I magnifici otto: i libri più belli letti nel 2017


Buongiorno lettori, il Natale si avvicina e come ogni anno dicembre porta con sè riepiloghi e riflessioni. Ovviamente anche noi lettori non possiamo esimerci dai bilanci, tirare le somme delle letture fatte e ricordare quei titoli che ci hanno trasmesso più emozioni, ci hanno toccato nel profondo o hanno segnato in qualche modo il corso del nostro anno. E allora oggi sono qui a parlarvi delle letture che hanno reso speciale il mio 2017, perché i libri belli sono un po' come quelle persone rare che incrociano il tuo cammino lasciandoti la consapevolezza di aver ricevuto qualcosa di prezioso.


Anche quest'anno Lorenzo Marone rientra a buon diritto nella mia selezione di fine anno con il suo ultimo libro, Magari domani resto. Una storia piena di vita, di profumi, di un sud vivo e tridimensionale, di dettagli, particolari che si staccano dalle pagine per imprimersi nel cuore del lettore. Tridimensionale come la sua protagonista, Luce, una donna reale con una personalità forte e tante debolezze malcelate, che si serve dell'ironia e dell'irriverenza per tenere a bada una vita che non le ha mostrato il suo volto migliore. Se un libro è come un viaggio, in questo non sarete dei semplici spettatori ma avrete il privilegio di viaggiare seduti accanto ai personaggi, innamorandovi dei loro difetti e sorridendo delle loro debolezze, lasciando in quel vagone un pezzetto di voi e assorbendo una parte di loro.

Uno di quei libri che da tanto tempo mi riproponevo di leggere e che quest'anno mi sono finalmente decisa ad acquistare. La storia è una vicenda di cronaca che riguarda la famiglia Cuttler, quattro persone uccise brutalmente in una notte di novembre di fine anni '50 dopo un tentativo di rapina andato male. Ma è anche la storia di Holcomb, una tranquilla comunità del Middle West in cui gli usci rimangono aperti e la fiducia nel prossimo permea il tessuto della società. Fino a quel tragico giorno, quando la violenza, il sospetto e la paura fanno brutalmente irruzione nel villaggio e nelle vite dei suoi duecentosettanta abitanti. Un libro magnetico, che incastra il lettore in una narrazione vischiosa e a suo modo affascinant, in una minuziosa ricostruzione fatta di testimonianze, colloqui, interviste. Un racconto in cui sono i dettagli, magistralmente dosati da Capote, a tenere viva l'attenzione fino all'ultima pagina. Una storia vera che mi ha molto colpito.

Sara Rattaro è un'altra habitué delle mie classifiche di fine anno e anche in questo 2017 è riuscita a fare breccia nel mio cuore. L'amore addosso è la storia di una donna incompleta, alla quale da tempo manca un pezzo. Un ingranaggio del cuore è andato perso molti anni prima e questo non le ha mai consentito di funzionare correttamente, di amarsi, di esprimersi, di imporre le sue scelte e i suoi sentimenti, di donarsi in modo pieno e totale. Una madre autoritaria e anaffettiva ha ingabbiato il suo essere, iniettandole sfiducia sottopelle. E adesso Giulia si trova a fare i conti con un passato irrisolto, un marito che non riconosce più, un  nuovo amore, complesso ed effimero. Un futuro incerto, che non promette felicità. Un libro sul potere delle menzogne, sugli effetti dolorosi e a volte irreversibili che verità distorte possono produrre sul corso di un'esistenza, deviandola, viziandola, ferendola. Un libro sull'amore, quello inaspettato, quello che in sordina non smette di scorrere, quello che non vuole arrendersi, che non sa assopirsi e rassegnarsi. 

Un autore che avevo già apprezzato con la sua prima pubblicazione e che con questo secondo libro mi ha totalmente conquistata. Ne Il respiro delle anime ritroviamo il lato oscuro di Firenze e Carlo Alberto Marchi, il giornalista di cronaca giudiziaria che non riesce a stare lontano dai guai. Da qualche tempo in città si registrano troppi casi di morte per overdose e il giornale per cui Carlo lavora se ne sta occupando. Ma nei corridoi di Gotham si diffonde presto un'altra notizia: un ciclista è stato ucciso nella notte da un'auto pirata. Sembrerebbe trattarsi di un incidente, ma per Carlo sarà solo l'inizio di un'inchiesta sempre più intricata e complessa. Gigi Paoli riesce per la seconda volta a dar vita ad un noir di qualità, ricco di dettagli incalzanti e di informazioni ben dosate, elargite nei giusti tempi narrativi.  Un libro maturo che, sotto le vesti di una lettura scorrevole e dal ritmo serrato, cela una grande abilità narrativa dove ogni tassello si colloca esattamente nel posto designato.

Un altro di quei libri di cui avevo procrastinato la lettura e che quest'anno sono riuscita a recuperare. Un altro libro che mi ha letteralmente ipnotizzata. La storia è quella di un'amicizia tra due scrittori, Harry Quebert, celebre autore del romanzo Le origini del male, e Marcus Goldman, suo allievo e scrittore rampante in piena ascesa.  Marcus sta vivendo un periodo di piena crisi creativa quando cerca rifugio e supporto presso il suo mentore e proprio in quel frangente viene a conoscenza del passato di Harry e della sua relazione con una quindicenne, in seguito scomparsa in circostanze misteriose. Di lì a poco il corpo di Nola verrà rinvenuto nella proprietà di Quebert e mentre la sua vita inizierà a subire una precipitosa discesa verso il baratro, Marcus tenterà di fare luce sui fatti con l'intento di aiutare l'amico. Un romanzo a cui non manca proprio nulla. C'è l'amore, quello implacabile, intenso e doloroso, c'è un'amicizia vera fondata sulla sintonia di due anime affini, c'è la ricerca di se stessi e c'è un mistero da risolvere. E poi ci sono le indubbie doti di Joel Dicker, che dà vita ad una storia complessa e allo stesso tempo lineare, dimostrando una grande abilità narrativa e infondendo alla vicenda ritmo incalzante, dettagli precisi, svolte avvincenti, dialoghi credibili, personaggi caratterizzati e tridimensionali. Un libro che possiede tutto ciò che una storia deve avere per regalare al lettore il puro piacere estraniante che solo la lettura sa dare.

Un libro che mi è rimasto addosso come uno di quei tagli sottili che bruciano in sordina per giorni. La voce narrante è quella di Claire Beyle che dal carcere femminile di Fresnes, ripercorre gli eventi che l'hanno condotta tra le mura della cella di massima sicurezza che da mesi la ospita. E' un romanzo potente, doloroso, diretto. Un flusso di coscienza al quale non ci si può sottrarre, così intimo e lucido da sembrare una storia vera. Un dramma nel dramma, generato dall'incomunicabilità, dalla presunzione di farcela da soli, da una pericolosa scaletta dei valori dove l'apparenza conta più dell'essenza, l'esterno più dell'interno. Un racconto dove i contorni tra vittima e carnefice sbiadiscono e il male non ha un unico volto ma un unico colore: il nero. Un romanzo drammatico e intenso, letto sospendendo il giudizio, senza la forza di puntare il dito, svuotata e completamente soggiogata dalle parole della protagonista che mi hanno emozionata, ferita, commossa, turbata. Un noir francese da non perdere.

Un libro che mi ha fatto innamorare, che mi ha regalato sorrisi malinconici, sorrisi che a volte si bagnano di lacrime, a volte si fanno amari, aperti o sarcastici in una girandola di sfumature che ci ricorda quanto bella e imprevedibile sia la vita. La storia di Aura e della sua insolita famiglia, del sentimento indissolubile che la lega a nonno Attilio, della malattia che sta per portaglielo via. La memoria è il tema centrale di questo libro tra le cui pagine ho ritrovato la leggerezza del primo romanzo, che qui si fa calviniana, si contrappone alla superficialità per poggiarsi come un velo sulle vicende narrate, riuscendo a renderle più lievi, ad affrontare argomenti difficili quali la malattia, la diversità, la genitorialità, il dolore, senza perdere il sorriso, qualcosa di rarissimo che la Tesio riesce a far apparire semplice.


Sono cose da grandi non è un romanzo ma una lunga lettera che Simona Sparaco scrive al figlio Diego, nell’estate dei suoi quattro anni, un’estate che sarà diversa da tutte le altre perché nella sua vita, come in quella di tanti altri bambini, si farà spazio il male, si faranno spazio cattivi molto diversi da quelli delle favole. Cattivi che non hanno il volto dell’uomo nero ma quello di un camion bianco, che sulla Promenade di Nizza spazza via come fossero birilli vite di adulti e bambini mentre, con gli occhi ancora al cielo, contemplano incantati lo spettacolo dei fuochi di artificio. Da genitore mi sono ritrovata in ogni riga di queste cento pagine. Mi sono ritrovata con la testa, con il cuore, con l’anima scoperta, esposta, fragile. Perché forse le paure più profonde delle madri sono le stesse, riassumibili nella paura di consegnare tuo figlio al mondo, un mondo che appare instabile, inospitale, pericoloso e violento. Riflessioni delicate sulla genitorialità in un volume piccolo ma prezioso che, come un abbraccio, riscalda e consola. Un libro che ogni genitore dovrebbe custodire in libreria.


Cosa ne pensate dei miei magnifici otto? 
Quali sono i libri che hanno segnato il vostro anno?
Un abbraccio



Commenti

  1. Mi intrigano la Sparaco e la Tesio, che ancora non ho letto. Metto in WL anche "Ho taciuto". Parlando de La verità sul caso..., ti consiglio il seguito (che poi in realtà è totalmente autonomo) e cioè Il libro dei Baltimore.
    La mia top ten di questo 2017 la trovi qui: http://libreriaditessa.blogspot.it/2017/12/chiacchiere-librose-la-mia-classifica.html

    Ti auguro di cuore serene festività! Un bacio.

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  2. ho letto Marone e la Rattaro, magnifici entrambi. Degli altri vorrei leggere a breve la Tesio

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