Recensione | Ho taciuto - Mathieu Menegaux | Bompiani

Ho taciuto - Mathieu Menegaux | Bompiani
15.00 € | eBook 8.99 € | 144 pagine | Scheda del libro
Buongiorno lettori, come anticipato ritorno con una recensione. Il libro di cui voglio parlarvi in questo ultimo giorno d'ottobre è Ho taciuto di Mathieu Menegaux ricevuto da Bompiani, un libro che mi ha rapita, provata, rimescolata.
La voce narrante è quella di Claire Beyle che dal carcere femminile di Fresnes, ripercorre gli eventi che l'hanno condotta tra le mura della cella di massima sicurezza che da mesi la ospita. Claire, fino a poco tempo prima brillante donna in carriera e orgogliosa moglie di Antoine. Claire ammirata e invidiata per la sua vita. Claire, incarnazione dell'alta borghesia parigina. Nella sua esistenza un'unica macchia, l'assenza di un figlio, che suo marito purtroppo non riesce a darle.
Un mosaico che Claire sembra aver costruito ad arte, fino a quell'evento che distruggerà ogni cosa. Una cena noiosa, una sera mite, una bicicletta noleggiata per rientrare a casa e poi l'incubo. Una violenza che insieme ai pantaloni le strapperà la gioia di vivere. 
Il dolore, lo smarrimento e poi la scelta: tacere, non raccontare a nessuno ciò che è accaduto, nemmeno ad Antoine. Seppellire il dramma e la sofferenza  per non diventare agli occhi degli altri una vittima, per non leggerci dentro compassione. Claire ignora che non esiste chiusura ermetica talmente potente da isolare un vissuto così doloroso. Lo scoprirà, troppo tardi e ad un prezzo troppo caro. 
Non volevo essere una vittima. Volevo dimenticare. Di-men-ti-ca-re. Volevo solo dimenticare. Anche se sapevo benissimo che non avrei mai dimenticato.
Ho taciuto è un romanzo potente, doloroso, diretto. Un flusso di coscienza al quale non ci si può sottrarre, così intimo e lucido da sembrare una storia vera. Un dramma nel dramma, generato dall'incomunicabilità, dalla presunzione di farcela da soli, da una pericolosa scaletta dei valori dove l'apparenza conta più dell'essenza, l'esterno più dell'interno. Un racconto tagliente come la lama di un coltello, con una maturità che rende difficile pensare ad un'opera d'esordio e una verosimiglianza psicologica per cui si stenta a credere che l'autore sia in realtà un uomo. Un racconto dove i contorni tra vittima e carnefice sbiadiscono e il male non ha un unico volto ma un unico colore: il nero. Nero come la copertina del libro, come l'oblio nel quale Claire cerca di ricacciare la violenza subita, come il vortice di pensieri nel quale finirà per essere risucchiata. 
Leggetemi, chiunque voi siate: sorvegliante, direttore, presidente della corte d'assise di Parigi o giornalista. Riprendo tutto dall'inizio per voi. Leggetemi. Siete la mia ultima conversazione prima che io scompaia.
Da madre è una storia che mi ha lasciata senza fiato. Letta quasi in apnea, con lo stomaco serrato in un pugno, l'empatia e il disgusto mescolati indissolubilmente. 
Un romanzo drammatico e intenso, letto sospendendo il giudizio, senza la forza di puntare il dito, svuotata e completamente soggiogata dalle parole della protagonista che mi hanno emozionata, ferita, commossa, turbata. Un noir francese da non perdere.

Commenti

  1. Sembra molto interessante e introspettivo, l'avevo già aggiunto in wishlist ma sono contenta di leggere che ti è piaciuto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. molto! se dovessi leggerlo fammi sapere cosa ne pensi :) a presto!

      Elimina
  2. Adoro le storie forti, che provocano emozioni come quelle da te descritte.. penso che questo libro potrebbe piacermi ;)

    RispondiElimina

Posta un commento

Diventa lettore fisso
del blog.

Post più popolari